14) Bradley. Sui simboli.
In questa lettura  il filosofo inglese mette in evidenza alcune
importanti caratteristiche del simbolo ed arriva ad affermare che
La carta e l'inchiostro tagliano la gola agli uomini.
F. H. Bradley, The principles of Logic [I princpi della logica],
London, 1883, pagine 2-4; traduzione italiana di Costanza Arato,
Garzanti, Milano 1951.

 Un simbolo  un fatto che sta in luogo di qualche altra cosa, e
con questo, possiamo dire, a un tempo perde e guadagna, si degrada
e s'esalta. Nel venire usato come un simbolo rinunzia alla
individualit e all'indipendenza. Ci che importa non  che
proprio questa rosa o questo non-ti-scordar-di-me, e nessun altro,
sia stato scelto. Noi lo offriamo, o lo prendiamo, in virt del
suo significato; e quello pu risultare vero o falso quando gi da
gran tempo il fiore non esiste pi. La parola muore mentre viene
formulata ma il suono particolare della mera pulsazione non aveva
alcun valore per le nostre menti. La sua esistenza si perdeva nel
parlare e nella sua significanza. La carta e l'inchiostro sono
fatti unici e con qualit ben definite. Non vi sono altri fatti
nel mondo che siano precisamente la stessa cosa. Per, nel leggere
non afferriamo la carta o l'inchiostro, ma ci che rappresentano;
e finch stanno soltanto in luogo di questo, la loro esistenza
particolare viene completamente trascurata. Un fatto preso come
simbolo cessa pertanto di essere fatto. Non si pu pi dire che
esista per virt propria, la sua individualit si perde nel suo
significato universale. Non  pi un sostantivo, ma diventa
l'aggettivo che risulta vero di un altro sostantivo. Ma, d'altra
parte, il cambiamento non  del tutto in perdita. Col sommergere
la sua qualit particolare in un significato pi ampio, pu uscire
da s e stare in luogo di altri. S'infiltra ed esercita la sua
influenza su un mondo nel quale altrimenti non potrebbe penetrare.
La carta e l'inchiostro tagliano la gola agli uomini, e il tumore
d'un respiro pu scuotere il mondo.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume I, pagina 446.
